I costi collettivi dell’ignoranza

Da un paio d’anni ho una piccola collaborazione con l’Università di Trento. Seguo i canali social di un interessantissimo progetto dedicato al Centenario della Prima Guerra Mondiale. Si chiama La Grande Guerra +100 ed è un calendario digitale che ogni mese affronta un tema legato all’evolversi del conflitto bellico. Vi contribuiscono ogni mese ricercatori non solo italiani ed ogni episodio è approfondito attraverso l’uso di infografiche, raccolte di fotografie, articoli di approfondimento, biografie di personaggi che in qualche modo hanno avuto un ruolo all’epoca del conflitto, testimonianze. Sono le testimonianze la parte che ogni mese mi tocca di più: racconti talvolta davvero strazianti, desolanti, di soldati e testimoni di una guerra che di grande ha avuto solo l’orrore.

[Chissà se ricorderei qualcosa in più se avessi studiato storia in questo modo al liceo. Se avessi letto il racconto di chi c’era avrei dimenticato la Battaglia delle Somme? Chissà se a scuola me ne hanno poi mai parlato.]

Ma questa è solo una piccola premessa alla storia che vi voglio andare a raccontare. Premessa che vuole soltanto sottolineare come mai questa vicenda mi sta sempre più a cuore. Vicenda che però, prima richiede un’altra piccola premessa.
Gli anni del dopoguerra furono caratterizzati dalla volontà di ricordare la memoria dei caduti (circa 650 mila i soldati italiani, quasi altrettanti i civili), ed è all’interno di questa dinamica che vennero realizzati monumenti, lapidi e i Parchi e Viali della Rimembranza.

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Della memoria e della politica

La primavera è per me ogni anno il tempo del respiro. Respiro tutta l’aria che posso e corro senza correre, dietro ad eventi che si susseguono, spesso rendendomi colpevole del loro capitare. Ma è il momento in cui l’aria è più bella, in cui è maggiore la voglia di uscire, in cui i buoni propositi si riescono a tirare fuori dalle tasche e si provano a mettere in atto. In piazza quando occorre. E ogni tanto sì, occorre.

Così il 19 marzo assieme a Tiziana, Claudio e a varie associazioni di Vercelli abbiamo letto sotto i portici del municipio di Vercelli un po’ di storie di vittime innocenti delle mafie. Lo abbiamo fatto in preparazione del 21 marzo, la Giornata della memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie che Libera porta avanti ormai da anni, lavorandoci per un bel po’ di ore del nostro tempo libero, andando a caccia di materiali, contatti, trasformando in azione il nostro bisogno di condividere un atto di memoria.

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