Storie dall’anno nuovo

Col passare del tempo l’inizio dell’anno nuovo mi carica sempre più di buoni propositi.

E così, nell’ottica che “quel che fai a Capodanno poi lo fai tutto l’anno” il primo gennaio del 2017 mi sono armata di buona volontà per andare a camminare: “10.000 passi oggi, chissà che mi istighino a 10.000 passi anche domani” mi son detta e così, dato il buongiorno a Marito, bardata come un orso polare, sono uscita a dare il mio buongiorno anche ad una città silenziosa e deserta come solo il primo dell’anno può ancora essere alle nove del mattino. Incontro un signore con il cane, lo sorpasso, ammiro le foglie coperte di brina, cerco di convincermi che non è stata poi una così pessima idea.

Non l’avrei mai immaginato di incontrare nel frattempo un ventiseienne barcollante coi postumi di una sbronza e qualche pasticca e di fargli strada passo dopo passo fino alla stazione dei treni, ma così è stato. Per una quindicina di minuti mi ha raccontato della sua vita senza amici veri, delle chiavi della macchina che gli avevano rubato, del portafogli che non sapeva dov’era finito, dei ragazzi che tradiscono le ragazze con i ragazzi, mentre lo strattonavo qua e là per evitare finisse contro un albero o sulla strada.

In stazione ha incontrato un amico con cui aveva trascorso la nottata tra i vari locali della periferia cittadina (ma quanti locali ci saranno mai dietro la Coop?), già molto più sveglio di lui e mi sono permessa di confidare in costui, lasciando il mio incontro di Capodanno nelle sue mani.

E mentre riflettevo sul fatto che a 37 anni scene come queste fanno tornare indietro di 15 anni almeno e che erano anni che non vedevo un ragazzo mal messo così, ecco che l’uomo con il cane mi ha raggiunto per verificare non fossi stata importunata. Aveva cercato di starci dietro, ma il suo cane era troppo lento e quindi aveva cercato di tagliare per raggiungerci il più velocemente possibile. Grazie, sì, tutto apposto, era troppo mal messo per essere pericoloso.

Così, mentre cerco di scrivere questa vicenda strampalata – rendendomi conto di aver perso un po’ la mano a raccontare -, mentre elaboro il fatto che a pochi metri da casa mia la gente si impasticca ancora, ma di droghe non si parla mai, mi rendo conto che il 2017 è cominciato così, col prendersi cura per 15 minuti di uno sconosciuto, vegliati da un altro sconosciuto e il suo cane.

 

 

 

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